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Cratere Astroni

Oasi di protezione della fauna stanziale e migratoria. Cratere di un antico vulcano spento, conserva sul fondo deboli manifestazioni di tipo solfatarico.
Il Cratere degli Astroni è un vulcano spento che fa parte del più complesso cratere di Agnano, inserito nella area vulcanica dei Campi Flegrei.
Informazioni turistiche
 [ Il Cratere degli Astroni è un vulcano spento da 3600 anni ]
La Riserva naturale Cratere degli Astroni è una riserva naturale statale della Campania istituita dal Ministero per l'Ambiente nel 1987, gestita dal WWF Italia. È un cratere, uno dei più grandi tra i circa trenta che si trovano nella zona dei Campi Flegrei e sicuramente quello meglio conservato nella sua struttura. È attraversato da sentieri naturali ed osservatori per l'avifauna, attrezzati con pannelli esplicativi e bacheche, per un totale di 15 km di percorsi diversificati. Fino al 2005 è stato sede di un importante centro di recupero per la fauna selvatica. Il cratere ha un'estensione di circa 250 ettari ed un perimetro di circa 6,5 km. All'interno del cratere vi sono 3 colli (Imperatrice, Rotondella, Pagliaroni) che ne occupano gran parte della superficie. La zona sud-occidentale è piatta con tre piccoli stagni (il maggiore è denominato "Lago Grande") ricchi di specie animali e vegetali. Durante il regno dei Borbone è stato uno dei siti reali di caccia, dove i sovrani organizzavano battute di caccia soprattutto ai cinghiali e ai cervi. L'attività eruttiva degli Astroni si è manifestata con 7 diverse eruzioni, la prima delle quali avvenuta ca. 4100 anni fa, l'ultima risalente a 3.700 anni or sono. Le eruzioni sono state prevalentemente di natura freatomagmatica (esplosive) e in parte anche effusive, con emissioni di lave che hanno generato alcuni rilievi interni, il Colle dell'Imperatrice, i Pagliaroni e la Rotondella, e il duomo lavico della Caprara. La Riserva, che ricade nel comune di Pozzuoli, confina a sud con il cratere di Agnano (quartiere Bagnoli di Napoli), a est con il quartiere Pianura di Napoli, a nord con la via Montagna Spaccata/zona Pisani, a ovest con il cratere di Cigliano. La Tangenziale di Napoli costeggia il cratere da Pozzuoli / Via Campana fino ad Agnano.
 Sentiero nella riserva Astroni
Un sentiero nella riserva naturale degli Astroni

Riserva naturale Cratere degli Astroni

La Riserva è aperta al pubblico venerdì, sabato, domenica e negli altri giorni festivi (eccetto il 1° di gennaio, il giorno di Pasqua,di Pasquetta e di Natale). Venerdì e Sabato: ingresso dalle 9.30 alle 13.00, chiusura alle 14.30. Domenica e negli altri giorni festivi: ingresso dalle 9.30 alle 14.00, chiusura alle 15.30, nel periodo in cui vige l'ora solare; mentre nel periodo in cui vige l'ora legale l'ultimo ingresso è alle 17.00, chiusura alle 18.30. È possibile effettuare visite guidate tutti i giorni, ma solo su prenotazione e per gruppi di almeno 10 persone paganti. Si accede unicamente a piedi, percorrendo l'antico sentiero Borbonico, un sentiero in terra battuta, lungo circa 350 metri e con circa 160 scalini, che scende sul fondo del cratere, con un dislivello di circa 80 metri. Lo stesso sentiero viene percorso per uscire dalla Riserva. È consigliabile calzare scarpe da escursione o da ginnastica. All'interno della Riserva non sono presenti punti di ristoro, è possibile consumare un pranzo al sacco fruendo di una delle due aree di sosta, dotate di tavoli e panchine, una situata all'ingresso, l’altra sul fondo del cratere, a circa 1000 metri dall'ingresso. I servizi igienici sono localizzati all'ingresso della Riserva. Non è consentito portare animali domestici, biciclette o palloni. In caso di condizioni meteorologiche particolarmente avverse la Riserva non viene aperta al pubblico.
 Tenda naturale creatasi col tempo nella riserva naturale degli Astroni
Tenda naturale creatasi col tempo nella riserva naturale degli Astroni
Riserva naturale Cratere degli Astroni
Il cratere degli Astroni è parte del complesso vulcanico di Agnano e della più grande caldera dei Campi Flegrei. Un tesoro a pochi passi dai centri urbani di Agnano e Pozzuoli. Ferdinando D’Aragona nel ‘400 destinò l’area a riserva reale di caccia. Durante la seconda guerra mondiale deposito per le armi e finalmente, alla fine degli anni novanta, oasi WWF per la protezione e il rifugio della fauna stanziale e migratoria. Il fondo del cratere si trova a 10 metri sotto il livello del mare e ospita tre specchi d’acqua: il Lago grande, il Cofaniello piccolo e il grande. Castagni, olmi, roveri e piante tipiche delle alte quote hanno conquistato il letto del cratere lasciando il posto alla macchia mediterranea mano mano che si sale sui bordi. La sensazione è quella di "scendere in montagna". Gli Astroni presentano, infatti, una particolarissima vegetazione invertita favorita dal microclima e dalla natura vulcanica del luogo. Altrettanto ricca e complessa la fauna. Abitano il bosco numerosi uccelli tra cui spiccano il picchio rosso maggiore, simbolo dell’oasi, la capinera, il pettirosso e il fringuello. Da non perdere la moretta tabaccata una delle anatre più rare d’Europa e l’enorme varietà di farfalle.
 
Il cratere ha un'estensione di 296 ettari ed un perimetro di circa 10 Km. All'interno del cratere vi sono 3 colli (Imperatrice, Rotondella, Pagliaroni) che ne occupano gran parte della superficie. La zona sud-occidentale è piatta con tre piccoli stagni (il maggiore è denominato "Lago Grande") ricchi di specie animali e vegetali. In passato è stato una riserva di caccia. L'eruzione degli Astroni datata 3.700 anni, ha avuto carattere prima esplosivo e poi effusivo generando il Colle Rotondella.
 
Riserva naturale degli Astroni
 
Riserva naturale degli Astroni
Oasi di protezione della fauna stanziale e migratoria. Cratere di un antico vulcano spento, conserva sul fondo deboli manifestazioni di tipo solfatarico. Sul fondo del cratere é presente un bosco composto da farnia, cerro, roverella, castagno, carpino nero, nocciolo ed altre essenze. Presente anche quercia rossa e popolamenti di leccio. Tra i mammiferi, oltre alla talpa e piccoli roditori, é presente la volpe. Più ricca l'avifauna con specie quali ghiandaia, gallinella d'acqua, folaga, tarabusino, picchio rosso maggiore, gheppio, allocco.
 
 
 
 
 
 
 
 
Tags: Wwf, Ambiente.


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Scritto da Varriale Pasquale pubblicato in Informazioni Turistiche

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