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Nota ufficiale
di Pasquale Varriale
Logo ufficiale No Hate Speech Movement

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Misure di sicurezza per far fronte al fenomeno del terrorismo che si avvale anche dei Social Network per reclutare nuove leve ed affiliati

Siglato l'accordo hate speech tra UE ed i maggiori Social Network, invito ad oscurare contenuti che incitano odio, violenza e terrorismo, ma soprattutto maggiore efficienza nell'individuare operazioni di reclutamento

Pasquale Varriale @VarrialeLino - 210 letture

Effettivamente questo tipo di iniziativa mette in discussione la libertà di espressione e la libera diffusione delle proprie idee, bisogna rendersi conto che tutti siamo liberi di divulgare i nostri punti di vista, ma se questi determinano effetti devastanti nella società allora prendere coscienza che deve pur esserci un limite è doveroso; un atto di buon senso, quindi, volto ad incorraggiare una forma di limitazione alla diffusione di contenuti particolarmente faziosi. L'accordo tra i Social Network Facebook, Microsoft, Twitter e Google con l'Unione Europea è un impegno a rendere più efficiente la regola della censura attraverso segnalazione, che ricordo è già esistente nelle stesse piattaforme, e questo accordo dimostra una volontà da parte dell'Unione Europea di voler aquisire nuovi metodi di comunicazione di massa anche in virtù del fatto che esponenti ritenuti partecipi di atti terroristici avvenuti negli ultimi tempi comunicavano tra di loro con alcuni di questi Social Network (maggiori dettagli su Hate Speech sono disponibili in Inglese). Ora, io capisco che molti vorrebbero sostenere una libertà senza limiti ma, siamo seri; incitare all'odio e alla violenza non è un'azione di buon senso ed è dimostrato che nelle società attuali promuovere ideali di questo tipo hanno determinato vere e proprie tragedie. Detto questo, il mio dubbio è un altro: siamo sicuri che i Social Network abbiamo esperienza da vendere nel campo della censura? L'Unione Europea vuole conoscere i metodi adottati, ok! Auspico che vengano fatte valutazioni efficienti e che non accada, tanto per fare un esempio, che una persona chiaramente schierata contro l'omofobia venga censurata perchè ritenuta una di quelle che incita all'omofobia (come è successo a Luca Paladini). Quindi il mio invito è riflettere sulle tecniche adottate per fare questo tipo di controllo sociale, e che non si commettano errori di valutazione, personalmente ho riscontrato che problemi di questo tipo ce ne sono, e come se ce ne sono; ho segnalato video chiaramente non rispettosi delle "policies" sugli standard della comunità Facebook, ed ho ricevuto risposta dopo tre giorni che quel video era conforme. Qualche problema ci sta allora? E spero bene che questo accordo Hate Speech sia un punto di partenza per entrare in una nuova era, che vede quel tipo di censura come un segnale di allarme sociale al quale possiamo garantire un immediato intervento anche per una questione di recupero sociale, mettendo a punto una soluzione preventiva per scongiurare fenomeni che portano la società ad alimentare sentimenti quali, rabbia, odio, diffamazione.


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Venerdì 03 Giugno 2016

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